Nunzio Bibbò

 

 

Nunzio Bibbò nasce fra i contadini e i terracottai dell’ Alto Sannio, a Castelvetere, il 23 marzo 1946. Con gli artigiani inizia a manipolare l’argilla a 5-6 anni. Nel 1961 si iscrive ai corsi superiori di scultura dell’antica scuola di Posillipo. Per tutto il corso degli anni Sessanta Napoli diventa la sua città, vi studia, la scopre nei suoi aspetti più tradizionali e popolari. Gli Studi dei suoi insegnanti di scultura, Tomai e Dell’Erma, sono la sede dove scoprire l’essenza del lavoro e della vita di un artista. Nel 1964 si iscrive all’Accademia dove incontra l’insegnamento di Emilio Greco (il classicismo nella scultura moderna), Mazzacurati (la figurazione moderna), Umberto Mastroianni.(l’astrattismo); ma la continuità dell’insegnamento, nella conduzione del corsi, Viene garantita da Augusto Perez.

Comincia ad esporre a Napoli e in altre città del Sud mentre inizia ad insegnare a Benevento.
Nel 1972 riceve l’incarico di insegnante a Brera dove accetta di restare per un solo anno; nel 1973, infatti, si trasferisce a Roma.


Roma diventa la sua nuova città dalla quale riceve sollecitazioni importanti, suggestioni che arricchiranno la sua arte. Intesse relazioni con il mondo artistico romano ma la sua indole è quella del creatore che con discrezione si apparta, vivendo esclusivamente il proprio Studio. Nel 1975 è presente alla X Quadriennale, l’anno successivo l’Università di Cincinnati gli dedica una personale, mentre estende la sua attività creativa all’arte incisoria. Nel 1980 il Museo d’arte di Sofia organizza una sua importante personale e gli dedica una sala permanente.


Nel 1985 è l’Istituto di Cultura di Monaco a riservargli un personale, mentre la Gallery Print Workshop di Melbourne l’organizza nel 1989.

Ha preso parte a numerose mostre in Italia e all’estero tra queste si segnala la grande personale “Terrecotte e catrami” (Complesso Monumentale del Vittoriano, 2005, Roma, riproposta presso la Rocca dei Rettori di Benevento). Ha preso parte alla 54° Biennale d’arte di Venezia, Padiglione Italia nel mondo, presso il Museo Nazionale d’arte straniera di Sofia.

 Fra le diverse opere monumentali create da Bibbò, la più complesse la termina nel 1988: la porta, sui temi della vita di S. Paolo, per la Cattedrale di Reggio Calabria.

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